venerdì 7 marzo 2014

"Ed avevamo gli occhi troppo belli"- Evento finale @ Solaris Island

L'Arme d'Amour & Tanalois Art

vi invitano all'evento finale di

"Ed avevamo gli occhi troppo belli" 





Sabato 8 Marzo  alle ore 22.30 IT - 1.30 PM SLT 

Solaris Island:
http://maps.secondlife.com/secondlife/Solaris%20Island/98/144/3001


Ci rivediamo all'Agnata, tra i boschi della Gallura, dove ci aspettano ancora le mitiche donne di Ulisse e le "passanti" di De Andrè per la chiusura dell'esposizione fotografica a loro ispirata. 

Anche la musica, scelta da Andromeda Slade, sarà al femminile, per sottolineare il nostro significato di questo giorno dedicato alla donna: la speranza di festeggiare presto una vita migliore, di dignità e diritti, per tutte le donne del mondo.

La mostra fotografica espone le opere di:

Fiona Saiman



Le foto sono dedicate a "La canzone di Marinella" e a quelle donne che per De André prima di tutto sono persone, a prescindere da che nomea avessero che fossero prostitute, rom... l'essere umano prima di tutto sempre.


Grazietta Cazenove

“Bocca di Rosa” e la “Canzone di Marinella” sono tra i brani di F. De Andrè che amo di più e, proprio riascoltandole, ho realizzato ciò che simbolicamente volevo rappresentare nelle mie immagini. 



“Bocca di Rosa” è la storia di una donna, tra l’altro realmente esistita e conosciuta dal cantautore, che ama l’amore in tutti i suoi aspetti. Per questo ho voluto mettere in primo piano il volto femminile e la rosa rossa, simbolo di passione e libertà. Sullo sfondo, il paesino di Sant’Ilario, dove tutto si svolge e in cui la disapprovazione moralistica e l’invidia hanno il sopravvento, coinvolgendo anche i gendarmi, simbolo del potere.



Nel tributo alla “Canzone di Marinella”, invece, ho messo a confronto due figure femminili: Marinella, appunto, che finalmente trova l’amore puro e profondo senza avere la possibilità di viverselo a causa del fato avverso, che le farà perdere la vita scivolando nelle acque di un fiume; acque che, nel mio quadro, contornano il viso della ragazza; poi, accanto a lei, c’è Andromaca, donna disperata ma forte, anch’essa in bilico costante tra passato e presente, che soffre per la perdita del marito Ettore e quindi del suo amore. Due donne accomunate dalla speranza e dalla passione ma, mentre Marinella, piegata da un destino tremendo, sale in cielo come una stella, Andromaca pare trovare ispirazione da quella stessa stella, pronta a rialzarsi e ad affrontare la vita come spesso le Donne sanno fare. 


La Baroque



Fabrizio De Andre', Via della Povertà (Desolation row)

…Ofelia è dietro la finestra
mai nessuno le ha detto che è bella
a soli ventidue anni
è già una vecchia zitella
la sua morte sarà molto romantica
trasformandosi in oro se ne andrà
per adesso cammina avanti e indietro
in via della Povertà

(Testo italiano Fabrizio De André e Francesco De Gregori - Testo e musica di Bob Dylan)



Marinai che affollano un salone di bellezza, un commissario cieco che predice la sfortuna, una Cenerentola non più ritrosa e fuggitiva ma spavalda ed energica come Bette Davis, un Romeo che viene scacciato mentre fa la sua dichiarazione d'amore, il Buon Samaritano che affila la pietà come se fosse un'arma e la indossa come una maschera di carnevale, Mister Hyde in lacrime vedendo la sua parte cosiddetta sana "che ride nello specchio", un'Ofelia che si scopre zitella, un Albert Einstein "travestito da ubriacone", il fantasma dell'opera "vestito in abiti da prete", un Casanova che "sta per essere violentato", il dio del mare che si diverte a far scendere negli abissi il Titanic mentre il sole si sta alzando: sono alcuni dei personaggi di un mondo carnevalizzato, maschere di un teatrino dell'assurdo forse, ma rivelatori di un modo d'essere degli uomini: "è gente come tutti noi / non mi sembra che siano mostri / non mi sembra che siano eroi". 

Traduzione del brano di chiusura del celebre album Highway 61 Revisited (1965) di Bob Dylan, il pezzo è il primo frutto della collaborazione tra De André e Francesco De Gregori che darà vita l'anno successivo a Volume VIII. 

(Proprio durante le registrazioni di questo disco, nello studio a fianco sta registrando il suo nuovo disco da solista Dori Ghezzi, è l'inizio di una nuova e duratura relazione, che sfocerà nel matrimonio tra i due nel 1989)



Cassandra, profetessa inascoltata

È frequente l'attribuzione dell'appellativo "Cassandra" alle persone che, pur annunciando eventi sfavorevoli giustamente previsti, non vengono credute.
Cassandra era figlia di Ecuba e di Priamo.

Vi sono diverse versioni sull'origine del suo dono profetico. Secondo una prima versione, il giorno del compleanno di suo padre, fu celebrata una festa nel santuario di Apollo Timbreo. Cassandra e il fratello gemello Eleno, stanchi dal gioco, s'addormentarono mentre i loro genitori li dimenticarono, abbacinati dal vino. Il mattino seguente, Ecuba corse al tempio e urlò inorridita quando vide che i serpenti sacri stavano lambendo le orecchie dei bambini. I serpenti subito si ritrassero, da quel momento, Eleno e Cassandra praticarono l'arte profetica.

Secondo un'altra versione, la più famosa, Apollo, per guadagnare il suo amore, le donò la dote profetica ma, una volta ricevuto il dono, Cassandra rifiutò di concedersi a lui: adirato, il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare sempre inascoltata.

Nel mio lavoro la rappresento tra le mura della sua città, ella predisse che all'interno del cavallo di legno lasciato in dono dai Greci vi erano nascosti i soldati guidati da Ulisse ma nessuno le diede retta.

La città di Troia fu così conquistata dai greci, che le diedero fuoco, massacrandone i cittadini. Cassandra divenne quindi ostaggio di Agamennone e fu portata da lui a Micene. Giunta in città, profetizzò all'Atride la sua rovina, ma quest'ultimo non volle credere alle sue parole, cadendo così nella congiura organizzata contro di lui dalla moglie Clitemnestra e da Egisto, nella quale morì la stessa Cassandra.


Lita Menges



Il Suonatore Jones per "Dark Blossom in un vortice di polvere"

In un vortice di polvere 
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava 
la gonna di Jenny 
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra 
vibrare di suoni, era il mio cuore 
e allora perché coltivarla ancora, 
come pensarla migliore. 
Libertà l'ho vista dormire 
nei campi coltivati 
a cielo e denaro, 
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato. 
Libertà l'ho vista svegliarsi 
ogni volta che ho suonato 
per un fruscio di ragazze 
a un ballo, 
per un compagno ubriaco. 
E poi se la gente sa, 
e la gente lo sa che sai suonare, 
suonare ti tocca 
per tutta la vita 
e ti piace lasciarti ascoltare. 
Finii con i campi alle ortiche 
finii con un flauto spezzato 
e un ridere rauco 
ricordi tanti 
e nemmeno un rimpianto. 



Suzanne per "La lanterna di Suzanne"

Nel suo posto in riva al fiume 
Suzanne ti ha voluto accanto 
e ora ascolti andar le barche 
ora vuoi dormirle accanto 
si lo sai che lei è pazza 
ma per questo sei con lei 
e ti offre il the e le arance 
che ha portato dalla Cina 
e proprio mentre stai per dirle
che non hai niente da offrirle 
lei è già sulla tua onda 
e fa il fiume ti risponda 
che da sempre siete amanti. 
E tu vuoi viaggiarle insieme 
vuoi viaggiarle insieme ciecamente 
perchè sai che le hai toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente. 
E Gesù fu marinaio 
finchè camminò sull'acqua 
e restò per molto tempo 
a guardare solitario 
dalla sua torre di legno 
e poi quando fu sicuro 
che soltanto agli annegati 
fosse dato di vederlo 
disse: Siate marinai finchè il mare vi libererà. 
E lui stesso fu spezzato 
ma più umano abbandonato 
nella nostra mente lui non naufragò. 
E tu vuoi viaggiarle insieme 
vuoi viaggiarle insieme ciecamente 
forse avrai fiducia in lui 
perchè ti ha toccato il corpo con la mente. 
E Suzanne ti da la mano, 
ti accompagna lungo il fiume, 
porta addosso stracci e piume 
presi in qualche dormitorio 
il sole scende come miele 
su di lei donna del porto 
e ti indica i colori 
tra la spazzatura e i fiori 
scopri eroi tra le alghe marce 
e bambini nel mattino 
che si sporgono all'amore 
e si sporgeranno sempre 
e Suzanne regge lo specchio. 
E tu vuoi viaggiarle insieme 
vuoi viaggiarle insieme ciecamente 
perchè sai che ti ha toccato il corpo 
il suo corpo perfetto con la mente. 




D'a mae riva per "Dalla mia riva"

Dalla mia riva 
solo il tuo fazzoletto chiaro 
dalla mia riva 
nella mia vita 
il tuo sorriso amaro 
nella mia vita 
mi perdonerai il magone 
ma ti penso contro il sole 
e so bene stai guardando il mare 
un po' più largo del dolore 
e son qui affacciato 
a questo baule da marinaio 
e son qui a guardare 
tre camicie di velluto 
due coperte e il mandolino 
e un calamaio di legno duro 
e in una berretta nera 
la tua foto da ragazza 
per poter baciare ancora Genova 
sulla tua bocca in naftalina.



Lookatmy Back


Clitennestra rappresenta una delle poche donne omeriche che reagisce al destino con egual determinazione, che è tanto vittima dei dolori più atroci quanto distributrice della medesima moneta di sangue.
Clitennestra è dunque donna, moglie, amante, madre, vittima e carnefice al tempo stesso.
Nacque sotto la maledizione di Afrodite che ne predisse il futuro di adultera.
Fu vittima della violenza più aberrante quando Agamennone le uccise il marito per motivi di guerra e conquista e ne massacrò figlio per pura brutalità, prima di prenderla in sposa.
Trascinata in una vita di puro e sordo dolore ed orrore, unica consolazione della donna fu la nascita di Ifigenia, tra i figli avuti da Agamennone.
Al momento di salpare per la guerra di Troia viene profetizzata la necessità di offrire Ifigenia in sacrificio ad Artemide per placarne l'ira nei confronti di Agamennone.
L'"amoroso" padre e marito non esita e, con l'inganno, sottrae Ifigenia alla madre e la immola. Solo la pietà della dea Artemide preserva la ragazza dalla morte e la sottrae ai suoi cari, ma la cosa rimane un segreto per tutti, compresa la madre. 
Così salparono i Greci e Clitennestra rimase, svuotata e disperata, nuovamente a piangere il sangue del prorprio sangue creduto vittima delle odiose mani del marito Agamennone.
Allora, e nessuno potrà darle torto, la donna compì il proprio destino rendendosi rea di adulterio con Egisto insieme al quale meditò vendetta.
Il ritorno in patria di Agamennone, vincitore a Troia, finirà nel sangue: Clitennestra massacrerà tanto l marito quanto la sua nuova schiava ed amante Cassandra chiudendo un ulteriore ciclo di vita disgraziata e sfortunata. 





Ho scelto Giovanna D'Arco di Cohen e De André per via della parafrasi di vita del personaggio narrato nella canzone, così atipico, vittima della storia oltre che sua protagonista. M'è piaciuta l'immagine del fuoco come unico sposo di questa fiera guerriera ed ho deciso di rappresentarla nell'unione con questa creatura volubile, mutevole, unica fine possibile per il tragico racconto della vita di un mito vivente, apice del suo unico possibile amore. 


"[...]It was deep into his fiery heart 
He took the dust of Joan of Arc, 
And then she clearly understood 
If he was fire, oh then she must be wood. 
I saw her wince, 
I saw her cry, 
I saw the glory in her eye. 
Myself I long for love and light, 
But must it come so cruel, and oh so bright?"



Lorys Lane 


Foto ispirata al personaggio di Penelope... l'ideale di donna del mondo omerico, un vero e proprio modello di comportamento, sintesi di bellezza, regalità, pudore, fedeltà e astuzia.
Per 20 lunghissimi anni, sostenuta unicamente dalla sua incrollabile speranza, continua ad attendere il ritorno dell'uomo che ama. Forse domani, o forse il giorno dopo ancora... lui tornerà...
(scattata a Winter Moon)



Foto ispirata dalla canzone "Verranno a chiederti del nostro amore" di F. De Andrè.

...Continuerai a farti scegliere... o finalmente sceglierai... 

è ciò che la giovane donna, già segnata da illusioni e delusioni, continua a chiedersi...

(scattata ad Hazardous)


Minollo Menges



Foto ispirata da una celebre frase di De Andrè.
Certe volte mi chiedo se noi che cantiamo insieme al pubblico non siamo rimasti per caso un "club" di signorine romantiche che giocano a "palla a mano" fra le mura di un giardino di melograni mentre fuori la gente si sbrana.


Paola Mills


L’eterno conflitto tra l’essere vittima o carnefice, l’illusione di avere un controllo totale di sè stessi e sugli altri, utilizzare il proprio corpo come panacea universale. Alla fine tutti ne escono sconfitti come esseri umani.



Tani Thor




Foto ispirata alla canzone di Fabrizio De Andrè "Via del Campo".



Via del Campo era, ai tempi in cui fu scritta, una tra le vie più povere e degradate di Genova, città natale di De Andrè. Qui vivevano i ceti sociali più bassi, le prostitute. 



Via del campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa 



De Andrè descrive la prostituta con parole nobili. La donna, visti i riferimenti naturalistici di De Andrè, che nei suoi brani ha sempre scandito le stagioni della vita, sembra essere così nel fiore degli anni. 

E' una prostituta che non vende il suo corpo materialisticamente, ma dona ai clienti la parte più preziosa e delicata di sé stessa (la rosa). 
Tramite queste parole, con molto garbo, la prostituta giunge quasi a una beatificazione. 

Via del campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina


La bambina rappresenta la speranza in mezzo al degrado. La rugiada e la strada sono due elementi che ci portano a pensare che la bambina viva fuori dalle mura di casa. 
L'immagine che ne viene fuori è quella di una bambina, che vive in mezzo alla strada, con la pioggia che gli bagna le labbra e i piedi che camminano tra i campi. 



Foto ispirata alle Sirene di Omero.

L'origine letteraria, nell'antichità classica, della figura delle sirene è nell'Odissea di Omero dove vengono presentate come cantatrici marine abitanti un'isola presso Scilla e Cariddi, le quali incantavano, facendo poi morire, i marinai che incautamente vi sbarcavano. 
La loro isola mortifera era disseminata di cadaveri in putrefazione. Ma Ulisse, consigliato da Circe, la supererà indenne.


« Tu arriverai, prima, dalle Sirene, che tutti
gli uomini incantano, chi arriva da loro.
A colui che ignaro s'accosta e ascolta la voce
delle Sirene, mai più la moglie e i figli bambini
gli sono vicini, felici che a casa è tornato,
ma le Sirene lo incantano con limpido canto,
adagiate sul prato: intorno è un mucchio di ossa
di uomini putridi, con la pelle che raggrinza »

(Omero. Odissea XII, 39-46)


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“Circe”- Jamin-a
“Cae mugge, passou u munte de Portufin turnu franco e fantin.. (It: Cara moglie passato il monte di Portofino ritorno libero e scapolo)”.
Questo antico proverbio genovese viene citato da Fabrizio De Andrè che dice di Jamin-a: “Tutti quanti, ma soprattutto la stampa più retriva, ha detto che era una prostituta ed è invece una splendida compagna di viaggio. Ce ne fossero di Jamine! Voglio dire: è una Bocca di Rosa vista attraverso un'esperienza personale. Ed è forse l'unica canzone erotica del mio repertorio.”
Il dialetto genovese attenua l’effetto del testo, molto esplicito …... “Lengua 'nfeuga Jamin-a , lua de pelle scûa , cu'a bucca spalancà , morsciu de carne dûa ..”
La Circe , che ho voluto rappresentare nella mia fotografia, è la Jamin-a di De Andrè ..non è una donna color “pastello” ..
I colori nella foto sono il rosso e il nero .. a rappresentare le forti Passioni .. in lontananza si intravede la nave Ulisse .. Lo sguardo di Circe è rivolto a lui .. li separa un mare Rosso ..
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=276424139177491&id=128673923928821&stream_ref=10


“La Sirena”- Suzanne

La Sirena, è una donna di color “pastello” dal corpo perfetto ..

L’ho associata alla canzone di Leonard Cohen “Suzanne”, tradotta e cantata da De Andrè. .

 “…e ora ascolti andar le barche, 
ora vuoi dormirle accanto, 
si lo sai che lei è pazza … 
ma per questo sei con lei 
e ti offre il the e le arance 
che ha portato dalla Cina 
e proprio mentre stai per dirle 
che non hai amore da offrirle.. 
lei è già sulla tua onda 
e fa il fiume ti risponda 
che da sempre siete amanti. 
E tu vuoi viaggiarle insieme 
vuoi viaggiarle insieme ciecamente, 
perchè sai che le hai toccato il corpo, 
il suo corpo perfetto con la mente…”

…Ulisse, questa volta, è legato… 

http://www.youtube.com/watch?v=fNXUtE082SM



**Evento in supporto di "2LEI - Contro la Violenza sulle Donne in SL"**

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