Quando penso alla mattina, non so il perché, mi viene sempre in mente il profumo della primavera. Rimango incantato, così, a cercare quel timido profumo di rugiada. Vivo vicino al mare e spesso, specie nei giorni di vento, questi due aromi si mescolano. Apro la finestra e non mi è stato mai ben chiaro se, quel gesto, sia più una apertura della mia mente o un esorcismo per attirare buoni propositi, ma tant'è che ormai è diventata una abitudine.
Accolta questa brezza, leggera e fresca quanto volete, mi dirigo verso la macchina del caffè, un piacere al quale non rinuncerei nemmeno per tutto l'oro del mondo. Prima lo guardo scendere dagli erogatori, con quella leggera schiuma color nocciola e non appena scorgo il vapore, ecco il profumo intenso.... Un cucchiaino di zucchero, lo mescolo quasi con timidezza, delicatamente, avvicino la tazza e il profumo diventa una bomba che mi accende i contatti della mente. E' qualche mese che sono nullafacente, cassaintegrato, e pigramente mi crogiolo in questa situazione, mi trascino un po' come un fantasma per casa e queste abitudini sono diventate una specie di molla per vivere normalmente la mia giornata anche se, piano piano, mi sto rendendo conto che si lavora per vivere e non si vive per lavorare e anche con pochi soldi si sta bene uguale, evitare di inserire la chiave della macchina nel quadro e accendere il motore non è che faccia stare male. Ho ancora due soli pensieri fissi la moto e la fotografia due cose che danno una grande senso di libertà a patto che non ci si metta sotto gli occhi indiscreti di critici figli di mignotta che non sono capaci di tenere per se le proprie opinioni.
Tutte queste considerazioni mi passano regolarmente per la testa, stimolandomi un ghigno che diventa impertinente davanti a ogni specchio. Ma per me gli specchi non sono un problema, non mi faccio la barba regolarmente si può dire da quando mi è spuntata, cosa che spesso mi è valsa qualche epiteto e che al tempo stesso mi ha dato il metro preciso di quanto io sia ancora "giovane uomo".
Uno spazio di quindici minuti tra il caffè e tutte queste considerazioni e, come vi ho descritto in altri post, accendo il mio Ronzinante, faccio il mio bel log-in in facebook e noto che come al solito, anche in orari mattutini improbabili, alcune amicizie RL a dir poco esecrabili, fanno capolino nella mia chat e con un fragore di tuono, nella mia testa parte un "Nooooooooo anche tu ti ci metti...." così ignoro deliberatamente e chiudo la pop-up della chat al grido di "Chi se ne frega....".
Faccio una rassegna stampa leggendo le ultime nefandezze dei politici e le ultime cazzate delle 6 della mattina di ufologi, amanti del New World Order che tanto deprecano ma in fondo lo amano perché se non esistesse nelle loro teste, probabilmente si sentirebbero inutili e sparerebbero al vicino di casa accusandolo di ordire strane trame per rubargli le ciliegie dall'albero.... anche in pieno inverno.
Bene.... anche oggi a quanto pare mi sono svegliato presto per vedere come inizia una brutta giornata (battuta spudoratamente copiata da Neri Marcorè) ma non è così. Ne sono convinto.
Devo solo trovare l' escamotage per rivelare il lato positivo... Ci provo... E ci riesco.
Dopo la seconda sigaretta spenta sulle brutte notizie dal mondo, faccio il log-in anche in SL, l'ora è ingrata e questo mondo digitale è popolato di Giapponesi e Orientali do ogni sorta, per carità, tutta ottima gente ma loro stanno all'inglese come io sto all'inglese il che rende le mie relazioni interpersonali, già ristrette, ad una cozzaglia di battiture tra traduttori sgangherati.
Tutto ciò mi fa sentire un pesce fuor d'acqua e mi induce a starmene per i fatti miei nella land, a Puuiki.
Faccio un bel ripassone di tutto quello che c'è esposto, ma uno su tutti mi colpisce sempre e so anche il perché.
Aloisio Congrejo.
Non voglio perdermi in disamine, analisi, letture... No, questa mattina no, ho ancora tutto con me: il profumo della primavera, il caffè... E qui in mezzo anche se non è in linea, qui in mezzo. tra prims, texture, cose che si muovono, cose che non capisco e che capisco. Qui adesso ho tutto. Dietro al monitor ho una famiglia e questo non me lo dimentico, ma dentro al monitor vedo un amico ed è questo che io leggo e porto con me di quello che vedo di e con Aloisio Congrejo.
venerdì 4 giugno 2010
giovedì 3 giugno 2010
Giovanna Cerise -&- Robin Moore @ Tanalois
E' stata una serata lunga, divertente e densa.
Arrivo in land da una serata organizzata dagli amici Imparafacile Runo ed Helenita Arriaga in cui mi sono trovato nell'improbabile ruolo di lettore, completato il teletrasporto mi trovo immerso nel tipico turbinio degli opening di Tanalois.
Il nostro Aloisio questa volta ci propone ben 2 artisti per un tandem navigato.
Si notano subito l'esperienza e l'espressività decisa di chi sa come gestire ed imprimere ai prim la propria nota.
Con la testa ancora un pochetto tra le nubi e la tensione della lettura in pubblico, che per me è sempre un po' uno stress, faccio qualche passo in mezzo alle opere a volte intrufolandomi proprio dentro, con la testa e con gli occhi e abbandono la mia indole di lettura fotografica ed inizio ad apprezzare i movimenti e la scompostezza dei movimenti.
Il realismo domina nell'opera di Giovanna, mentre l'astratto di Robin ci porta dentro l'essenza dei prim.
I due piani ci accompagnano in una introspezione della vita digitale facendocene apprezzare gli aspetti più reconditi sia dello studio delle funzionalità, inteso come applicazioni di texture, colori e script, sia come interpretazione delle possibilità con riflessi, inquadrature e passaggi di immagine e luci.
Al prossimo post.
Arrivo in land da una serata organizzata dagli amici Imparafacile Runo ed Helenita Arriaga in cui mi sono trovato nell'improbabile ruolo di lettore, completato il teletrasporto mi trovo immerso nel tipico turbinio degli opening di Tanalois.
Il nostro Aloisio questa volta ci propone ben 2 artisti per un tandem navigato.
Si notano subito l'esperienza e l'espressività decisa di chi sa come gestire ed imprimere ai prim la propria nota.
Con la testa ancora un pochetto tra le nubi e la tensione della lettura in pubblico, che per me è sempre un po' uno stress, faccio qualche passo in mezzo alle opere a volte intrufolandomi proprio dentro, con la testa e con gli occhi e abbandono la mia indole di lettura fotografica ed inizio ad apprezzare i movimenti e la scompostezza dei movimenti.
Il realismo domina nell'opera di Giovanna, mentre l'astratto di Robin ci porta dentro l'essenza dei prim.
I due piani ci accompagnano in una introspezione della vita digitale facendocene apprezzare gli aspetti più reconditi sia dello studio delle funzionalità, inteso come applicazioni di texture, colori e script, sia come interpretazione delle possibilità con riflessi, inquadrature e passaggi di immagine e luci.
Al prossimo post.
venerdì 28 maggio 2010
Luciella Lutrova @ Tanalois

E' quasi mezzo giorno e, dopo una notte ingrata, mi aggiro per casa come un fantasma.
Solito caffè e accensione dei motori, pardon, del computer. Nella testa un fumo denso come di un motore diesel freddo.
Faccio un giro a Puuki ritornando sui miei passi di ieri sera per vedere un pochino meglio l'installazione di Luciella.
Mi trovo subito a mio agio.
La fluidità dell' esposizione mi induce a passeggiare lentamente tra le opere, un po' di cubismo, un po' di astrattismo e quello strano senso di attesa che pervade l'intera esposizione mi trascinano.
Hanno sempre un morbido profumo di libertà le esposizioni promiscue RL / SL perché sembra che le due visioni si completino.
Rifacendomi alla mia misera cultura e alle reminescenze studentesche, recupero un concetto del cubismo e non posso fare a meno di compiacermi della faccenda.

Girando per l'esposizione cerco una lettura più articolata di ciò che mi circonda.
Facendo qualche centimetro in dietro, mi accorgo ancor più marcatamente della complementarietà delle opere RL / SL.
Attingendo al concetto del cubismo, mi rendo conto che le opere SL sono il contenuto di quelle RL....
Guardando le opere RL si percepisce la tensione espressiva propria della costrizione dei nostri tempi, la riduzione della personalità, l'essere imprigionato del nostro IO in un bianco e nero circondato dal colore quando dovrebbe essere il contrario, il colore dell'IO che si propaga al contesto. Fatta questa rapida lettura degli effetti visuali della pittura mi trovo sbattuto sul muso il contraltare delle opere SL, armoniose, ben bilanciate che fanno cogliere l'essenza della presa di posizione di Luciella in esatta antitesi alla realtà che ci circonda. E' qui che trovo la misura del cubismo applicato all'esperienza digitale.
Provo a darvi la mia lettura complessiva.
Intendendo il viewer come quadro, come cornice, si può provare ad intendere l'intera esposizione come un continuum senza soluzione di continuità un vero quadro tridimensionale in cui l'esperienza artistica si trova tutta, c'è tutto. Tornando alla visione "Picassiana" che mi gira in testa questa mattina, possiamo tendere fili concettuali da un' opera all'altra avendo così la visione esterna, interna, superiore, inferiore e laterale. Non solo, è possibile cercare anche i diversi contraltari, assonanze e dissonanze.
Per quanto riguarda la vena "astratta ed astrattista" è utile e congeniale alla libertà del visitatore nel trovarci quello che egli sente mancare, oppure a proporre una visione propria a se stesso in una sorta di specchio-riflessione su ciò che ha visto.

Al prossimo post.
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