Surrealità dell'anima, surrealità della vita.
Questo quanto ho percepito guardando i lavori di Look, un nome e un cognome che vanno al di là del presagio.
Dal punto di vista "fotografico" e pittorico, si legge nelle opere di Lookatmy, una tensione alla rappresentazione di quanto la vita riesce a riprodurre dentro di noi, dei suoi strascichi e delle sue impressioni.
Gironzolo per l' esposizione e vedo, dentro quelle immagini, un po' di quello che può accadere all'anima di ognuno di noi durante una media giornata mista di frustrazione e gioia, partendo dall'attimo epico, del gesto atletico proteso nello sforzo del discobolo fino ad arrivare alla metafora dello scheletro di ciò che abbiamo negato e chi ci siamo negati.
Sono attimi della vita interiore che pochi sono in grado di confessare, soprattutto a sé stessi prima che agli altri.
E' incredibile il senso di comunanza che si può provare, cercando di dipingere quelle immagini sul proprio passato, sul presente che ne è scaturito, e sul futuro che forse verrà, e lo stupefacente è cercare di proiettare il proprio se negli altri tramite queste immagini. Belli i colori, precisi, onirici e assimilabili in un batter d'occhio quando si comprende la natura che collega i lavori con chi li sta guardando.
Al prossimo post.
lunedì 10 maggio 2010
domenica 9 maggio 2010
Aloisio Congrejo @ Puuiki - Tanalois con "Solitudine"
Questa mattina mi sono svegliato presto, ma il mio destino, come al solito si è svegliato 5 minuti prima di me e in RL è un' alba livida. Quasi noncurante accendo il mio Mac mentre sento il vicino di casa che esce per andare al lavoro.
Concluse le procedure di avvio mi rendo conto che non so nemmeno perché ho acceso il computer, poi, un' idea mi salta in testa....
Spesso e volentieri queste ore mattutine (6:30 circa n.d.r.) hanno un sapore strano in rete, ci sono ancora i residui dei post e dei lavori della notte ma ancora devono manifestarsi quelli del giorno appena sorto, un limbo, una "Solitudine".
Ancora con l' aroma del caffè nel naso che stuzzica e allieta la mia testa e il suo contenuto di pensieri ancora sopiti, eseguo il log-in su SL. Bella Puuiki... Ironia della sorte in questo mondo digitale sono circa la 9 di sera.... Cosa fare ? Il nulla si impadronisce del mio avatar... Faccio quattro passi per mantenrlo in forma. Arrivo davanti a una delle gallerie e vedo la locandina (il mio vivere digitale è molto retrò e di stampo kitch) della nuova installazione di Aloisio Congrejo... "Solitudine" il nome.
Bah vale sempre la pena di vedere qualcosa di Aloisio, così mi addentro in tutta "Solitudine".
Sin dall'ingresso si viene sommersi dalla presenza di questi manichini a due dimensioni.... Strano, penso... Ero abituato al 3D... La lettura non è facile.
La prima cosa che faccio, istintivamente, è leggere la scena dal punto di vista fotografico. L' idea non è malvagia, ma un orizzonte insipido, piazzato proprio a metà dell' inquadratura, costituita dai bordi del viewer, non mi suggerisce molto. Occorre cambiare punto di vista.
Mi accendo una sigaretta, so che non dovrei farlo, ma il gusto del critico figlio di mignotta me lo impone, sigaretta alla mano spingo il mio avatar oltre la linea di ingresso e comincio a capire qualcosa.
Queste figure inclinate, dritte, appoggiate le une alle altre mi suggeriscono che non sono solo, e la cosa mi rinfranca.
I piccoli movimenti delle figure danno un senso di vitalità e di "benvenuto", ci faccio una passeggiata in mezzo. Il colore violaceo, mi lascia un po' interdetto e iniziano a non tornarmi già più i conti, come è possibile che una folla quasi opprimente abbia le tinte della solitudine... Faccio una partitella di conti e scopro che il livello di interattività è nullo, zero, li attraverso e non succede nulla, non un cambio di colore, non uno spostamento di un prim che è uno... Aloisio questa volta mi sta prendendo per i fondelli ma io non mi lascio ingannare, e proseguo nel tentativo di scoprire il segreto per poter far muovere questa massa ormai divenuta ingombrantemente statica. Nulla, tentativi vani.... Questa volta sono rimasto fregato e non ho capito nulla di cosa mi volesse comunicare il Nostro buon Congrejo, concludo il mio giretto arrivando fino alla parete davanti all' ingresso pedinato da queste figure che non mi mollano un attimo e un pensiero "stupido" mi assale, mi piacerebbe che questi individui mi lasciassero un po' in pace.... Ma ormai sono arrivato e, sinceramente non vedo l' ora di fare marcia in dietro, iniziavo ad annoiarmi non capendo nulla o quasi di ciò che stavo vedendo.
Non faccio in tempo a finire questo pensiero che, voltando l' avatar per uscire, mi rendo conto che le figure scompaiono... Eureka ! Ecco la "Solitudine" nella sua interezza... Il mancato interagire, il mancato capirsi.... Un concetto semplice "Sono circondato da qualcuno al quale non interessa nulla degli altri, non solo di me, ma di tutti. Un finto appoggiarsi agli altri, un finto esserci." Le figure hanno assorbito la mia presenza come quando si è immersi tra persone senza che questa abbiano la benché minima voglia di capirti.
L' uscita è quasi un sollievo, la coltre rossa che cela l' uscita ti accompagna nel calore della solitudine vera che c'è fuori. La solitudine vera dell'assenza e dell'aria aperta e del vuoto materiale circostante riempito in sé stessi dal proprio IO.
Al prossimo post.
Concluse le procedure di avvio mi rendo conto che non so nemmeno perché ho acceso il computer, poi, un' idea mi salta in testa....
Spesso e volentieri queste ore mattutine (6:30 circa n.d.r.) hanno un sapore strano in rete, ci sono ancora i residui dei post e dei lavori della notte ma ancora devono manifestarsi quelli del giorno appena sorto, un limbo, una "Solitudine".
Ancora con l' aroma del caffè nel naso che stuzzica e allieta la mia testa e il suo contenuto di pensieri ancora sopiti, eseguo il log-in su SL. Bella Puuiki... Ironia della sorte in questo mondo digitale sono circa la 9 di sera.... Cosa fare ? Il nulla si impadronisce del mio avatar... Faccio quattro passi per mantenrlo in forma. Arrivo davanti a una delle gallerie e vedo la locandina (il mio vivere digitale è molto retrò e di stampo kitch) della nuova installazione di Aloisio Congrejo... "Solitudine" il nome.
Bah vale sempre la pena di vedere qualcosa di Aloisio, così mi addentro in tutta "Solitudine".
Sin dall'ingresso si viene sommersi dalla presenza di questi manichini a due dimensioni.... Strano, penso... Ero abituato al 3D... La lettura non è facile.
La prima cosa che faccio, istintivamente, è leggere la scena dal punto di vista fotografico. L' idea non è malvagia, ma un orizzonte insipido, piazzato proprio a metà dell' inquadratura, costituita dai bordi del viewer, non mi suggerisce molto. Occorre cambiare punto di vista.
Mi accendo una sigaretta, so che non dovrei farlo, ma il gusto del critico figlio di mignotta me lo impone, sigaretta alla mano spingo il mio avatar oltre la linea di ingresso e comincio a capire qualcosa.
Queste figure inclinate, dritte, appoggiate le une alle altre mi suggeriscono che non sono solo, e la cosa mi rinfranca.
I piccoli movimenti delle figure danno un senso di vitalità e di "benvenuto", ci faccio una passeggiata in mezzo. Il colore violaceo, mi lascia un po' interdetto e iniziano a non tornarmi già più i conti, come è possibile che una folla quasi opprimente abbia le tinte della solitudine... Faccio una partitella di conti e scopro che il livello di interattività è nullo, zero, li attraverso e non succede nulla, non un cambio di colore, non uno spostamento di un prim che è uno... Aloisio questa volta mi sta prendendo per i fondelli ma io non mi lascio ingannare, e proseguo nel tentativo di scoprire il segreto per poter far muovere questa massa ormai divenuta ingombrantemente statica. Nulla, tentativi vani.... Questa volta sono rimasto fregato e non ho capito nulla di cosa mi volesse comunicare il Nostro buon Congrejo, concludo il mio giretto arrivando fino alla parete davanti all' ingresso pedinato da queste figure che non mi mollano un attimo e un pensiero "stupido" mi assale, mi piacerebbe che questi individui mi lasciassero un po' in pace.... Ma ormai sono arrivato e, sinceramente non vedo l' ora di fare marcia in dietro, iniziavo ad annoiarmi non capendo nulla o quasi di ciò che stavo vedendo.
Non faccio in tempo a finire questo pensiero che, voltando l' avatar per uscire, mi rendo conto che le figure scompaiono... Eureka ! Ecco la "Solitudine" nella sua interezza... Il mancato interagire, il mancato capirsi.... Un concetto semplice "Sono circondato da qualcuno al quale non interessa nulla degli altri, non solo di me, ma di tutti. Un finto appoggiarsi agli altri, un finto esserci." Le figure hanno assorbito la mia presenza come quando si è immersi tra persone senza che questa abbiano la benché minima voglia di capirti.
L' uscita è quasi un sollievo, la coltre rossa che cela l' uscita ti accompagna nel calore della solitudine vera che c'è fuori. La solitudine vera dell'assenza e dell'aria aperta e del vuoto materiale circostante riempito in sé stessi dal proprio IO.
Al prossimo post.
venerdì 30 aprile 2010
Desy Akina reading @ Tanalois


Questa sera, Venerdì 30 Aprile, a Puuiki si terrà il secondo incontro di lettura di poesie che vedrà protagonista Desy Akina.
Come successe per Daco Monday, verrà proposta una selezione di componimenti proposti dall' autore accompagnati da una colonna sonora che, nel caso di Daco era una chitarra, nella serata dedicata a Desy sarà un' arpa.
Il proposito di queste serate è quello di introdurre nuovi autori nel panorama della letteratura emergente qui su Second Life e, di conseguenza, dare un maggior respiro al concetto di arte e compenetrazione tra Real Life e Second Life.
Sostanzialmente il maggior interesse del gruppo di lavoro è quello di cercare di dare sfumature vere ed umane a questo mondo fatto di pixel; cercare la voce dell' anima anche qui, cercare la voce vera dei sentimenti e la verità dei gesti.
L' obiettivo è importante, e molti hanno dei lavori in corso "sui generis" ma riteniamo che, a prescinedere dalla elevata qualità del lavoro di chi sta gia percorrendo questo sentiero, lo spazio concesso non sia mai abbastanza anche, e soprattutto in un' ottica di integrazione tra mondo digitale e mondo reale, infatti non sempre si è disponibili al log-in e spesso e volentieri, pur essendo interessati ad un dato evento, questo sfugge.

Ma l' intento non è quello di fermarsi alla riproposizione, è di andare oltre e di accogliere anche chi, magari, è alla prima esperienza di esposizione ed in questo contesto abbiamo inteso introdurre una forma di conversazione con l' autore tesa a capire i moventi e le ispirazione che hanno condotto all' esperienza.
Tornando all'evento dedicato a Desy, si tratta di una raccolta dedicata al mondo femminile nella sua interezza.
Un simposio di immagini di sentimenti e di situazioni vere vissute e scritte prima da dentro.
Nel dipanarsi della serata, e ad ogni intervento, si andrà a delineare il profilo del mondo femminile; per dare una immagine chiara e pertinente sarà un po' come guardare il cielo notturno e unendo le stelle del percorso di Desy uscirà un profilo di donna che rischiara la notte buia combattendo quella idea ritornata in auge di una donna sacrificabile sull' altare del progresso con un enorme perdita di contenuto e di vita.
E' un percorso emozionale completo che spazia dalla luminosità dei sorrisi, fino ai più amari pianti degli abbandoni passando per un punto di vista dettagliatissimo dell' interpretare la vita al femminile.
Iscriviti a:
Post (Atom)